Unbelievable, credetemi, mi hanno violentata - Recensione serie tv

UNBELIEVABLE
Credetemi, mi hanno violentata

Marie è un’adolescente difficile, che proviene da un passato turbolento.
Quando va alla polizia per denunciare di aver subito una violenza sessuale, parla di un uomo incappucciato che, furtivamente, si sarebbe introdotto in casa sua e ne avrebbe abusato, senza lasciare alcuna traccia. Il suo racconto, all’inizio definito e credibile, comincia a incrinarsi poco per volta, diventando sempre meno plausibile. La successione degli eventi raccontati dalla ragazza appare strana, contraddittoria, e gli agenti cominciano a sospettare che lei si sia inventata tutto.
Messa alle strette, Marie – ormai confusa e sfiduciata – ammette di aver mentito. La denuncia, prima ritratta, poi riconfermata e infine ritrattata di nuovo, oscilla al vento delle varie versioni, che sembrano non approdare mai a nulla di definitivo.
La ragazza viene vista, soprattutto dalla comunica di cui fa parte, come una persona instabile e inaffidabile, alla facile ricerca di attenzioni e protagonismo. Dopo questo episodio, la polizia decide di denunciarla per falsa testimonianza, aggravando non solo la sua posizione sociale, ma anche giudiziaria.

Nel frattempo, due investigatrici, appartenenti a due differenti distretti di polizia, stanno indagando su alcune violenze sessuali. Una delle due donne, notando evidenti similitudini tra le circostanze dei vari casi, capisce di trovarsi di fronte a uno stupratore seriale, capace di muoversi tra i distretti e le diverse zone, da una ragazza all’altra, distruggendone le vite. Quest’uomo, che riproduce quasi sempre lo stesso schema, appare come una specie di fantasma, una persona malata eppure talmente scaltra da sfuggire, in maniera inspiegabile, alle maglie della giustizia.

Unbelievable è una serie che si lascia seguire con attenzione, soprattutto per due motivi.

  • Anzitutto è ispirata a fatti realmente accaduti, capaci di far rabbrividire anche lo spettatore più algido. Calarsi nella vita di queste donne devastate, turbate, depresse, insonni o terrorizzate è un passo obbligatorio, se si vuole comprendere appieno la portata di questa storia.
  • In secondo luogo, è scritta bene. Le due protagoniste sono in eterno conflitto: hanno caratteristiche quasi opposte; eppure, smussandosi a vicenda, riescono a trovare il sistema di cooperare per un bene comune, una sorta di quadratura del cerchio. Le due donne si dividono la scena, conducendo la propria crociata personale contro lo stupratore incappucciato. L’indagine diventa rivalsa, l’inseguimento serrato necessità: l’unico sistema che queste donne hanno per proteggere (e anche vendicare) le vittime del violentatore è usare tutti i mezzi a disposizione – legittimi o illegittimi – per stanarlo.

Una miniserie thriller ben scritta e ben architettata, che attinge a piene mani da una serie di fatti di cronaca tristemente veri.

© Diego Di Dio, 2023

Unbelievable, credetemi, mi hanno violentata - Recensione serie tv

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One thought

  1. Ho visto la serie non appena ho ricevuto la tua prima mail, Diego, e sono rimasta turbata non poco nell’immedesimarmi in un’esperienza così violenta. La cosa che più mi ha rattristato, inoltre, è il comportamento superficiale di molti investigatori uomini che svolgono il loro lavoro con sufficienza. La tenacia, l’abnegazione che portano alla cattura dello stupratore, purtroppo, sono molto più rare e improbabili. La miniserie è efficace, a mio parere, perché trasporta lo spettatore nelle indagini e nelle pieghe psicologiche delle donne abusate. Mi ha scosso e coinvolta.

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